TOMÁS SARACENO – “ ARIA “

By / 26th February, 2020 / Eventi / Nessun Commento

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TOMÁS SARACENO
“ ARIA “

Mostra dal 22 Febbraio 2020 al 19 Luglio 2020
Palazzo Strozzi – Firenze
www.palazzostrozzi.org

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“ ARIA “ , evento molto atteso quello della nuova Mostra a Firenze di TOMÁS SARACENO, l’Artista argentino che più di ogni altro con la sua arte ci spinge tutti verso una rivoluzione culturale profonda.
Il motivo è molto semplice perché i suoi temi sono quelli della Grande Attualità : il Cambiamento Climatico, il Riscaldamento Globale, l’Inquinamento, la Sostenibilità.
Con la differenza che mentre ora è diventato anche un po’ di moda discutere di questi argomenti, lui se ne occupa da anni.
Per Firenze e Palazzo Strozzi, Saraceno ha creato installazioni, cosiddette “site specific”, proprio pensate per le sue sale. A partire da quella, affascinante ed elegantissima, esposta nel cortile: “Thermodynamic Constellation”.
Si tratta di enormi sfere (prototipi di sculture aerosolari) in grado di fluttuare intorno al mondo, libere da confini e dai combustibili fossili.

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Questi viaggi aerosolari riconsiderano i modi in cui i confini sono stabiliti dagli umani, riflettendo sul potere delle istituzioni nazionali di decidere chi può transitare, meditando sulle politiche che incidono drammaticamente su soggetti vulnerabili, esseri umani e forme di vita non umane.
Questo significa diventare nomadi dell’aria, passando dall’ “Homo Œconomicus” all’ “Homo Flotantis” che è in sintonia con i ritmi planetari, consapevole di vivere insieme ad altri esseri, umani e non umani, e che ha imparato a fluttuare nell’aria e ad andare alla deriva con il vento, all’interno del suo essere primordiale.

Il Direttore Generale di Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, ha scritto che “Aria” propone il passaggio dall’uomo al centro dell’universo (concetto fondante dell’Umanesimo Rinascimentale) all’uomo parte di un tutto in cui ricercare una nuova armonia attraverso la distruzione di ogni gerarchia e visione piramidale.
Concetto che tutta la mostra ribadisce con forza, poiché sono il frutto delle parole e del pensiero dell’artista : “Viviamo in un’era nella quale l’estensione degli ecosistemi si sta riducendo sempre di più, proporzionalmente agli investimenti intercontinentali delle multinazionali agricole. La spazzatura aumenta e rimbalza da costa a costa mentre i portafogli di pochi diventano sempre più gonfi e i fumi tossici degli inceneritori si spingono oltre confine.”
E ancora “Ciò che sta tra noi e il sole è controllato da pochi ed è sempre più compromesso: le emissioni di carbonio riempiono l’aria, le polveri sottili galleggiano nei nostri polmoni mentre le radiazioni elettromagnetiche avvolgono la terra. Dettando il ritmo del Capitalismo Digitale nell’era del Surriscaldamento Globale”.
E contro le loro prospettive “Aria” propone e suggerisce l’idea che sia possibile vivere in maniera diversa.
Da subito.
In questa era geologica, l’ANTROPOCENE.
Il termine indica l’era nella quale tutto l’ambiente terrestre, nell’insieme delle sue caratteristiche fisiche, chimiche e biologiche, è condizionato dagli effetti dell’azione umana.
Cioè, in poche parole, dall’inquinamento.

CAMBIARE TUTTO.
“Aria” suggerisce che l’Arte può e deve aprire il cammino a nuove sensibilità. In nome dell’interesse comune, lavorando insieme alla scienza.
TOMÁS SARACENO, auspica una prospettiva dove sarà importante “focalizzare meno sull’individualità e di più sulla reciprocità”.
E così nasce “ARIA”.
La particolare mostra è costruita intorno a 33 speciali carte dei “tarocchi”, reinventate dall’Artista e sviluppata in 9 ambienti.
Al centro di tutto, la figura del Ragno e le sue Ragnatele.
Perfetta metafora dei legami di tutto ciò che esiste in natura. Siamo tutti legati insieme. Siamo tutti UNO.
TUTTI.
Cioè noi umani, gli animali, il regno vegetale e quello minerale, l’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo, sotto la luce del sole che illumina la nostra galassia.
E ognuno di noi.

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MODIGLIANI e l’avventura di Montparnasse

By / 20th February, 2020 / Eventi / Nessun Commento

MODIGLIANI e l’avventura di Montparnasse Catalogo a disposizione dei Gentili Ospiti del B&B.

MODIGLIANI E L’AVVENTURA DI MONTPARNASSE
Capolavori dalle Collezioni Netter e Alexandre

Fino al 16/02/2020
www.mostramodigliani.livorno.it

MODIGLIANI e l’avventura di Montparnasse MUSEO DELLA CITTÀ – Livorno
Piazza del Luogo Pio
Quartiere della Venezia Nuova

In occasione del centenario della morte di Amedeo MODIGLIANI, avvenuta a Parigi nel gennaio del 1920, saranno eccezionalmente riunite, nelle sale del Museo della Città di LIVORNO (la città in cui l’Artista è nato il 12 luglio 1884) 26 sue opere, oltre a più di un centinaio di altri capolavori dell’Ecole de Paris, appartenuti ai due collezionisti più importanti che hanno accompagnato e sostenuto “DEDO” nella sua vita.

Il primo è Jonas NETTER, geniale collezionista che ha raccolto i più bei capolavori del giovane livornese, ma anche alcune delle opere più significative della Ecole de Paris.
Tra le 14 opere di Modigliani provenienti dalla collezione Netter, in mostra sarà visibile il ritratto Fillette en Bleu del 1918; il ritratto di Chaïm Soutine del 1916; il ritratto Elvire au col blanc (Elvire à la collerette) dipinto tra il ’18 e il ’19; il ritratto Jeune fille rousse (Jeanne Hébuterne) del 1919, che ritrae la bella Jeanne Hébuterne di tre quarti mentre si rivolge allo spettatore in un atteggiamento pieno di naturalezza ed eleganza e capace di catture l’attenzione con suoi profondi occhi azzurri.

Il secondo è Paul ALEXANDRE, che lo ha sostenuto al suo arrivo a Parigi e lo ha aiutato nel progetto scultoreo delle Cariatidi oltre che durante i suoi ritorni a Livorno nel 1909 e 1913. Dei 12 disegni, provenienti dalla collezione Alexandre, si possono ammirare alcune Cariatidi tra i quali la Cariatide (bleue) del 1913.

La sezione di MODIGLIANI comincia dalle 17 opere su carta, che documentano il passaggio dai primi nudi naturalistici alla fase più geometrica, ispirata all’arte negra, per arrivare a Cariatide (bleue) (1913) che apre la strada alle donne dalle curve eccessive. Nei suoi ultimi anni di vita, Dedo lascia la scrittrice Beatrice Hastings (qui ricordata con un olio su tela del 1915) e si mette insieme alla giovanissima artista Jeanne Hébuterne, presente a Livorno con un’opera double face: Intérieur au piano (1918) e Adam et Eve (1919). I nove dipinti di Modì sono invece ritratti: uno più intenso dell’altro e tutti legati alla sua vita quotidiana, dal corniciaio Constant Lepoutre (1919) dal volto baffuto allo stesso Leopold Zborowski (1916) dalla barbetta rossa, fino al collega Chaïm Soutine (1916) dallo sguardo sofferente e alla tenera e pensosa Fillette en bleu (1918). Ma sono soprattutto i due ritratti dell’amata ad attirare l’attenzione: Jeune fille rousse (Jeanne Hébuterne) (1918) dal volto sensuale e scarmigliato, e Jeanne Hébuterne (Jeanne Hébuterne au henné) (1918).
“Jeanne era molto scura, aveva un’aria molto dolce e un volto regolare con occhi all’orientale e un che di sognante, assente”, così la descrive Modì. Le sue opere sono state molto amate da Netter, che ne acquistò diverse, nonostante fossero aspramente criticate e quasi invendibili. Durante la sua prima personale nel 1918 alla galleria Berthe Weill i suoi nudi in vetrina fecero scandalo e fu chiamata la polizia. Gli amici chiedevano a Netter come mai comprasse “tutte quelle porcherie”, ma il collezionista rimase convinto della sua scelta, sostenuta anche da Zborowski, che difendeva i propri artisti come un leone. È grazie a loro se dopo cento anni Dedo è tornato nella sua Livorno, con una mostra che racconta in maniera puntuale gli ultimi anni della sua vita a Montparnasse.

Insieme alle opere di MODIGLIANI saranno esposti, inoltre, più di un centinaio di altri capolavori, anch’essi collezionati da Jonas Netter a partire dal 1915. Si tratta di opere rappresentative della grande Ecole de Paris.
Tra queste si potranno ammirare dipinti di Chaïm Soutine come L’Escalier rouge à Cagnes, La Folle, L’Homme au chapeau e Autoportrait au rideau, eseguite dal 1917 al 1920; opere di Maurice Utrillo come Place de l’église à Montmagny, Rue Marcadet à Paris, Paysage de Corse; opere di Suzanne Valadon come le Trois nus à la campagne, Andrè Derain con Le Grand Bagneuses, St.Tropez e Portrait d’homme (Jonas Netter) di Moïse Kisling, artista polacco che ci ha lasciato uno dei ritratti più emblematici del collezionista Jonas Netter.

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“Opere su carta”

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“Cariatide (bleue)”, 1913 circa – Matita blu su carta / Dettaglio

COLLEZIONE ALEXANDRE

image4Amedeo Modigliani
A sinistra : “Jeune fille rousse” (Jeanne Hébuterne), 1918 – Olio su tela
Al centro : “Fillette en bleu”, 1918 – Olio su tela
A destra. : “Leopold Zborowski”, 1916 – Olio su tela

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“Fillette en bleu”, 1918 – Olio su tela

image6Amedeo Modigliani
“Fillette en robe jaune” (Portrait de jeune femme à la collerette), 1917 – Olio su tela

image7Amedeo Modigliani
“Jeanne Hébuterne” (Jeanne Hébuterne au henné), 1918 – Olio su tela

image8Amedeo Modigliani
“Elvire au col blanc” (Elvire à la collerette), 1917 o 1918 – Olio su tela

COLLEZIONE NETTER

image9Moïse Kinsling
“St. Tropez, Septembre”, 1918 – Olio su tela

image10Moïse Kinsling
A sinistra : “Nature morte aux deux tables”, 1916 – Olio su tela
A destra. : “Nu couché sur un divan”, 1919 – Olio su tela

image11Moïse Kinsling
“La femme au pull-over rouge”, 1917 – Olio su tela

image12Maurice Utrillo
“Place de l’Église à Montmagny”, 1907 circa – Olio su tela

image13Maurice Utrillo
“L’École des garçons, place Carnot à l’Argenteuil”, 1915 – Olio su cartone

image14Maurice Utrillo
“Rue Marcadet à Paris”, 1911 – Olio su tela

image15André Derain
“Nu debout”, 1910 circa – Olio su tela

image16André Derain
“Les grandes baigneuses”, 1908 – Olio su tela

NATALIA GONCHAROVA

By / 15th January, 2020 / Eventi / Nessun Commento

NATALIA GONCHAROVA

NATALIA GONCHAROVA
Una donna e le avanguardie tra Gauguin, Matisse e Picasso
Mostra dal 28 Settembre 2019 al 12 Gennaio 2020
Palazzo Strozzi – Firenze
www.palazzostrozzi.org

 

Natalia Goncharova (Governatorato di Tula 1881 – Parigi 1962) artista di origini russe ma di vocazione internazionale, fu una delle prime donne ad imporsi nel panorama delle avanguardie del primo Novecento, come testimoniano le 130 opere allestite in sale studiate per sezioni che ci portano, attraversandole, nell’eterogeneità del suo sguardo e delle sue influenze. Attiva come pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista, ma anche come attrice cinematografica, ballerina e performing artist ante litteram, in questa bellissima esposizione si confronta con capolavori di artisti che conobbe personalmente, come Gaughin, Matisse, Picasso, Cezanne insieme ai futuristi italiani Marinetti, Balla, Boccioni.

L’allestimento di Palazzo Strozzi ben evidenzia questo aspetto, in quanto crea un percorso di passaggio tra le varie stanze, scandendolo attraverso l’utilizzo di colori delle pareti: grigie per gli artisti che hanno avuto influenza sulla sua arte e colorate per le varie stagioni della sua produzione.

Per questa sua formidabile poliedricità e anticonformismo non ci si annoia mai durante la Mostra. I suoi dipinti, le sue opere sono affascinanti, colorati, intensi, capaci di emozionare ognuno di noi in maniera differente.

Ha esposto nelle più importanti mostre dell’avanguardia europea, tra Monaco, Berlino, Parigi e Londra, mentre a Mosca ha partecipato a performance in cui ha sfilato nella zona più elegante della città con il volto e il corpo dipinti con immagini e frasi destinate a scandalizzare i benpensanti.
Sfidando la pubblica morale è stata la prima donna ad aver esposto dipinti raffiguranti nudi femminili, e per questo accusata e processata.
Per oltre cinquant’anni ha vissuto e lavorato insieme all’artista Mikhail Larionov in modo libero e aperto, arrivando al matrimonio solo negli ultimi anni di vita e solo per tutelare il comune lavoro. Eroina dell’avanguardia russa, ha vissuto come esule a Parigi per continuare a lavorare senza costrizioni.

Possiamo anche dire che Natalia Goncharova ha vissuto per l’arte in maniera totale e anticonformista, come possiamo ben vedere nelle opere esposte nelle singole sale di Palazzo Strozzi, che sono state predisposte secondo tematiche ben precise: Guardando a Occidente, La Russia di Natalia, 1913: monografia al femminile, Religione, La Grande Guerra, Teatro, Modernismo, Goncharova e l’Italia e infine Dopo la Russia, evidenziate da un allestimento a tinte forti, utilizzando anche una rielaborazione grafica di motivi decorativi desunti dalle sue illustrazioni di libri.

La Mostra può essere visitata tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 20.00, il giovedì dalle ore 10.00 alle ore 23.00 e resterà aperta al pubblico fino al prossimo 20 gennaio 2020.

Sue frasi celebri:

“Dovete credere di più in voi stesse, nei vostri sforzi e nei vostri diritti prima del genere umano e di Dio; credete che tutti, donne comprese, hanno un intelletto a forma e immagine di Dio”

“Non ho paura della volgarità della vita, che trasformo in forme artistiche”

“L’arte del mio Paese è incomparabilmente più profonda di tutto ciò che conosce l’Occidente”

 

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Mikhail Larionov
Ritratto di Natalia Goncharova, 1907

 

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Natalia Goncharova
Il Circo, 1907

 

Pavone Goncharova
Natalia Goncharova
Pavone (nello stile dei ricami russi), 1910

 

pappagalli
Natalia Goncharova
Pappagalli, 1910

 

autunno un parco
Natalia Goncharova
Autunno: un parco, 1909

 

Galleria-Statale-Tretyakov
Le Opere della Goncharova alla Galleria Statale Tretyakov

 

Trittico
Natalia Goncharova
Trittico – Madre di Dio, 1911

 

Donna
Natalia Goncharova
“Donna Spagnola con scialle verde”
Figurino per il balletto Triana, 1916

 

Foresta
Natalia Goncharova
La Foresta, 1913

 

Lettera
Natalia Goncharova
Lettera, 1913

 

Biancheria
Natalia Goncharova
Biancheria, 1913

 

Vuoto
Natalia Goncharova
Il Vuoto, 1913

 

Donne
Natalia Goncharova
Tre Giovani , 1920

 

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Grazie Natalia.
 

 

Catalogo della mostra in visione ai gentili Ospiti del B.& B. DE AMICIS

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EXPLORE – SULLA LUNA E OLTRE

By / 28th April, 2019 / Eventi / Nessun Commento

Locandina - Sulla Luna e oltre

 

EXPLORE – SULLA LUNA E OLTRE

Fino al 21/07/2019

Palazzo BLU – Pisa
Palazzo d’Arte e Cultura
Lungarno Gambacorti, 9
www.palazzoblu.it

Palazzo BluPalazzo Blu – Pisa

Per il 50 ° anniversario del primo uomo sulla Luna, Palazzo Blu e National Geographic presentano “Sulla luna e oltre”.
Dall’incredibile avventura che ha portato l’uomo alla Luna (50 ° anniversario celebrato quest’anno), fino alle fantastiche immagini dei confini dell’Universo. “On the moon and beyond” è il cuore dell’itinerario culturale, la nuova mostra che arriva a Palazzo Blu dal marzo 2019 a cura di National Geographic e con la speciale collaborazione dell’Agenzia Spaziale Italiana.

Un avvincente viaggio attraverso le meraviglie ei misteri dell’universo attraverso una raccolta di foto simboliche, modelli, video e esperienze coinvolgenti e interattive che ti offrono l’opportunità di ripercorrere le tappe principali del viaggio dell’uomo nello spazio. Un viaggio segnato da idee visionarie, successi, insuccessi e personaggi che hanno scritto la nostra storia. Da Yuri Gagarin a Neil Armstrong, la prima donna nello spazio Valentina Tereškova fino a Laika il cane.

Più di 500 uomini e donne hanno “toccato” lo spazio, tra cui gli italiani Luca Parmitano che tornerà a bordo della Stazione Spaziale Internazionale nel 2019 e Samantha Cristoforetti. La storia delle spedizioni spaziali include missioni per scoprire i segreti del Sole – il protagonista incontrastato situato nel centro del Sistema Solare, ma anche per conoscere i giganti gassosi del ghiaccio come Giove, Saturno e Urano, e i pianeti rocciosi e caldi come Venere e Mercurio. Senza tralasciare Marte, il pianeta che più di tutte ha sfidato l’immaginazione umana, un deserto rosso che avrebbe potuto ospitare la vita nel suo lontano passato e oggi conserva ancora laghi di acqua liquida nel sottosuolo. Il “fratello minore” della Terra ha toccato successi e insuccessi, dalle sonde vichinghe all’ultima Curiosità e all’European ExoMars con il suo sfortunato lander Schiaparelli.

La mostra di Palazzo Blu porta alla scoperta della Stazione Spaziale Internazionale che rappresenta l’avamposto umano nello Spazio: un ambiente a gravità zero in orbita attorno alla Terra, che in circa due decenni ha ospitato a bordo più di 200 astronauti provenienti da 18 Paesi. È anche un laboratorio scientifico unico e un simbolo di cooperazione internazionale. E infine, la Terra vista dallo Spazio e definita come il Marmo Blu in una delle rare foto che schizza il nostro intero pianeta completamente illuminato. Esiste un punto di osservazione unico nello spazio, dal quale è possibile comprendere la fragilità e la complessità del nostro pianeta.

La mostra “Sulla luna e oltre” è anche un invito a mettere in discussione ciò che riserva il futuro delle esplorazioni, poiché oggi il progetto delle prime colonie umane su Marte e sulla Luna è molto impegnativo. La mostra è stata pensata per tutte le età, dagli adulti ai bambini, con percorsi formativi per le classi costruite per integrarsi con i programmi scolastici e, grazie alla guida dello staff educativo, anche i giovani sono coinvolti per comprendere gli importanti fenomeni scientifici .

 

GagarinYURI GAGARIN è stato il primo uomo nello spazio.
Fu lanciato a bordo della capsula spaziale Vostok 1 il 12 aprile 1961 alle 9:07 ora di Mosca, e il suo volo terminò alle 10:55.

 

CollageCollage di immagini del sole visto a diverse lunghezze d’onda dal Solar Dynamics Observatory.

 

Disco oro Disco oroFronte-retro del Golden Record, il disco in oro installato a bordo delle sonde Voyager concepito dall’astronomo Carl Sagan “Come una bottiglia nell’oceano cosmico” per dare testimonianza dell’esistenza della civiltà umana sulla Terra.

 

GlennJohn Glenn nel 1962 mentre si rade poche ore prima della missione che lo renderà il primo statunitense a orbitare attorno alla terra e poi all’età record di 77 anni quando torna nello spazio con una missione a bordo dello Shuttle Discovery.

 

ShuttleIl complesso pannello di comando di uno shuttle.

 

VostokLo scarno pannello di comando della capsula Vostok 1 con cui volò Yuri Gagarin nel 1961.

 

Hubble ultra deep fieldHubble Ultra Deep Field è la più profonda immagine dell’universo e permette di vedere indietro nel tempo fino a 13 miliardi di anni fa.
Realizzata con un’esposizione di un milione di secondi, mostra circa 10000 galassie.

 

James Webb TelescopeNella foto, lo specchio principale del James Webb Space Telescope (programmato per il lancio nel 2021 a bordo di un lanciatore europeo Ariane 5). È composto da 18 specchi esagonali disposti a nido d’ape con un diametro complessivo di 6,5 metri.

 

Astronauti

L’esplorazione dello spazio continua….
Buon Viaggio

VERROCCHIO – IL MAESTRO DI LEONARDO

By / 28th April, 2019 / Eventi / Nessun Commento

VERROCCHIO – Il MAESTRO di LEONARDO
Mostra dal 9 Marzo 2019 al 14 Luglio 2019
Palazzo Strozzi – Firenze
www.palazzostrozzi.org

Palazzo Strozzi celebra Andrea del Verrocchio, artista simbolo del Rinascimento a Firenze, attraverso una grande mostra che ospita oltre 120 opere tra dipinti, sculture e disegni provenienti dai più importanti musei e collezioni del mondo come il Metropolitan Museum of Art di New York, il Musée du Louvre di Parigi, il Rijksmuseum di Amsterdam, il Victoria and Albert Museum di Londra, le Gallerie degli Uffizi di Firenze.

L’esposizione, con una sezione speciale al Museo Nazionale del Bargello, raccoglie insieme per la prima volta celebri capolavori di Verrocchio e opere capitali dei più famosi artisti della seconda metà del Quattrocento legati alla sua bottega, come Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino e Leonardo da Vinci, il suo più famoso allievo, di cui sarà possibile ricostruire la formazione e lo scambio con il maestro attraverso eccezionali prestiti e inediti confronti.

L’esposizione, curata da due tra i maggiori esperti dell’arte del Quattrocento, Francesco Caglioti e Andrea De Marchi, si colloca come uno degli eventi di punta delle celebrazioni leonardiane del 2019 e costituisce la prima retrospettiva mai dedicata a Verrocchio, mostrando al contempo gli esordi di Leonardo da Vinci, offrendo uno sguardo sulla produzione artistica a Firenze tra il 1460 e il 1490 circa, l’epoca di Lorenzo il Magnifico.

Orario:

  • Tutti i giorni 10.00 – 20.00
  • Giovedì 10.00 – 23.00
  • Mostra aperta anche nei Giorni Festivi

Catalogo della mostra in visione ai gentili Ospiti del B&B De Amicis.

 

VerrocchioGIOVANE GENTILDONNA (1465-1466 circa)
Andrea Del Verrocchio
Marmo bianco – New York, The Frick Collection

 

VerrocchioDAMA DEL MAZZOLINO (1475 circa)
Andrea Del Verrocchio
Marmo – Firenze, Museo Nazionale del Bargello

 

VerrocchioTRE BUSTI FEMMINILI visti di spalle
Desiderio Da Settignano e Andrea Del Verrocchio (dal 1455 al 1475 circa)

 

VerrocchioTESTA DI ANGELO (1472 – 1476)
Andrea Del Verrocchio
Carboncino o Matita nera poi rilavorati dall’artista a penna e inchiostro bruno scuro
Firenze, Gallerie degli Uffizi

 

VerrocchioSPIRITELLO CON PESCE (Putto col Delfino) 1470 – 1475 circa
Andrea Del Verrocchio
Bronzo
Firenze, Museo di Palazzo Vecchio

 

VerrocchioDAVID VITTORIOSO (1468 – 1470 circa)
Andrea Del Verrocchio
Bronzo con tracce di dorature
Firenze, Museo Nazionale del Bargello

 

VerrocchioStupefacente terracotta che si presume sia da attribuire ad un giovane LEONARDO DA VINCI al tempo allievo della Bottega di Andrea Del Verrocchio.

MADONNA COL BAMBINO (1472 circa)
Leonardo Da Vinci
Londra, Victoria and Albert Museum

MOSTRA AL PALAZZO BLU – PISA

By / 5th February, 2019 / Eventi / Nessun Commento

“Da MAGRITTE a DUCHAMP. 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou”

Fino al 17/02/2019
www.surrealismopisa.it

Catalogo a disposizione dei Gentili Ospiti del B&B.

 

Palazzo BLU – Pisa
Palazzo d’Arte e Cultura
Lungarno Gambacorti, 9
www.palazzoblu.it

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La Fondazione Palazzo BLU, il Centre Georges Pompidou di Parigi e MondoMostre presentano “da MAGRITTE a DUCHAMP. 1929: il Grande Surrealismo dal Centre Pompidou”.
Per la prima volta in Italia, l’istituzione francese presta capolavori di cui difficilmente si priva per un percorso espositivo allestito nella splendida cornice di Palazzo BLU a Pisa e curato da Didier Ottinger, Directeur adjoint del Museo Nazionale d’Arte Moderna di Parigi.

Circa 150 opere, tra collage di Max Ernst, maschere in filo di ferro di Alexandre Calder, sculture di Alberto Giacometti, fotografie di Man Ray e ancora oggetti surrealisti, disegni, dipinti e documenti che testimoniano la straordinaria avventura dell’avanguardia surrealista nel suo periodo più florido: gli anni intorno al 1929.

 

JOAN MIRÓ
Senza Titolo – Estate 1929
Paris, Centre Pompidou

 

RENÉ MAGRITTE
Il Doppio Segreto (1927)
Paris, Centre Pompidou

 

PABLO PICASSO
Donna in poltrona (estate 1927)

 

MAX ERNST
Chimera (1928)

 

ARTISTI
(Tzara, Éluard, Breton, Arp, Dalì, Tanguy, Ernst, Crevel, Ray)

MARINA ABRAMOVIC – The Cleaner

By / 17th December, 2018 / Eventi / Nessun Commento

MARINA ABRAMOVIC – The Cleaner
Mostra dal 21/09/2018 al 20/01/2019
Palazzo Strozzi – Firenze
www.palazzostrozzi.org

Firenze e Palazzo Strozzi uniti quest’autunno/inverno 2018/2019 per ospitare una grande mostra dedicata all’artista serba internazionale MARINA ABRAMOVIĆ, una delle personalità più celebri e controverse dell’Arte Contemporanea, che con le sue opere ha rivoluzionato l’idea di “performance” mettendo alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione.
L’evento si pone come una straordinaria retrospettiva che riunisce oltre 100 opere offrendo una panoramica sui lavori più famosi della sua carriera dagli anni Settanta agli anni Duemila, attraverso video, fotografie, dipinti, oggetti, installazioni e la riesecuzione dal vivo di sue celebri performance attraverso un gruppo di performer specificatamente formati e selezionati in occasione della mostra.

Catalogo della mostra in visione ai gentili Ospiti del B&B De Amicis.

ORARIO MOSTRA
Tutti i giorni : 09.00-19.00
Mercoledì : chiuso
Giorni Festivi : sempre aperti

 

Ulay/Marina Abramović
“Imponderabilia” 1977
Performance
Durata: 90 minuti
Galleria Comunale d’Arte Moderna
Bologna, giugno 1977

 

 

Re-Performance “Imponderabilia”
Piano Nobile – Palazzo Strozzi
Firenze, settembre 2018/gennaio 2019

 

Stromboli, 2002

 

Marina Abramović
“The House with the Ocean View”, 2002
Performance
Sean Kelly Gallery, New York, 15-26 novembre 2002

 

 

Tiina Pauliina Lehtimäki
“The House with the Ocean View”
Re-Performance
Palazzo Strozzi, Firenze, 4-16 dicembre 2018

 

BANKSY – QUESTA NON È UN’OPPORTUNITÀ FOTOGRAFICA

By / 17th December, 2018 / Eventi / Nessun Commento

BANKSY – QUESTA NON È UN’OPPORTUNITÀ FOTOGRAFICA
Mostra dal 19/10/2018 al 24/02/2019
Palazzo Medici Riccardi – Firenze
www.palazzomediciriccardi.it

Bansky - Firenze

BANKSY
“Flying Copper”, 2003

Nessuno sa chi sia, eppure è forse l’artista più popolare del 21° secolo. A Firenze arrivano le opere di Banksy, il padre della street art contemporanea: “Banksy. This is not a photo opportunity” è la mostra in programma a Palazzo Medici Riccardi dal 19 ottobre al 24 febbraio dove è presentata una selezione delle migliori 20 immagini prodotte dal writer originario di Bristol, tutte le opere che ne hanno il mito diventando icone riconosciute in tutto il mondo.

Le sue prime opere compaiono all’inizio degli anni Novanta sulle strade di Bristol, città del sud-ovest inglese che in quegli anni cova una stagione di intensi fermenti artistici. Provocatorio, ironico, imprevedibile, Banksy parla di guerra, inquinamento, repressione, di omologazione e manipolazione nella società occidentale, con immagini dal potente impatto evocativo che, semplicemente, appaiono da un giorno all’altro per la strada, in posti qualunque, sulle pareti degli edifici visibili a chiunque passi di lì. Sempre restando anonimo: la sua identità non è mai stata svelata e le ipotesi su chi si celi dietro la firma di quei graffiti, che negli anni sono apparsi sui muri di tutto il mondo, hanno alimentato il mito di Banksy.

Appena pochi giorni fa è tornato a far parlare di sé per una sua opera che, nel momento stesso in cui è stata venduta all’asta londinese di Sotheby’s, si è autodistrutta scivolando attraverso un tritadocumenti nascosto nella sua cornice.

A Palazzo Medici Riccardi saranno esposte le sue immagini più celebri, quelle che si sono guadagnate altissima popolarità anche attraverso la condivisione sui social media. A completamento del percorso espositivo, il pubblico avrà a disposizione un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte, palloncini “I am an imbecile” usati a Dismaland e una selezione di video.

Libri dell’artista BANKSY in visione ai ns. gentili Ospiti.

 

BANKSY - “Pulp Fiction” 2004

BANKSY
“Pulp Fiction”, 2004

 

BANKSY - “Love Rat” 2004

BANKSY
“Love Rat”, 2004

 

BANKSY - “Get out while you Can” 2004

BANKSY
“Get out while you Can”, 2004

 

BANKSY - “Napalm” 2004

BANKSY
“Napalm”, 2004

PROGETTO – “THE WALL”

By / 30th April, 2018 / Eventi / Nessun Commento

PROGETTO: “THE WALL” “Il Buio – Ai margini della visione” Dal 21.04.2018 al 21.06.2018 – Museo del Novecento

Una Mostra davvero emozionante quella firmata da MARCO BAZZINI all’inter- no del Museo del Novecento in Piazza Santa Maria Novella a Firenze. IL BUIO è la prima esposizione grafica del progetto “THE WALL”, format espositivo origi- nale ideato dal neo direttore del Museo, Sergio Risaliti. Un modello grafico facil- mente comprensibile, informazioni concetti e dati sulle opere raccolte dal cura- tore così da suggerire al visitatore nuovi stimoli e nuove tracce di lettura. Bazzi- ni ha scelto il tema del buio e quello dell’arte. Il buio da non intendersi come as- senza, ma piuttosto come linea comune per raccontare la storia dell’arte sotto un nuovo punto di vista, per capire come gli artisti hanno utilizzato o vissuto o raffigurato il buio a partire dai contemporanei per andare a ritroso nei secoli.

THE WALL

Definire il buio è difficile. È un carattere, una dimensione, una metafora? Una condizione o piuttosto un ambiente? Il buio è, comunque lo si declini, un qual- cosa di sicuramente ambivalente. Si presenta e si ritrae allo stesso tempo. Non esiste buio senza luce, oscurità senza chiarezza. Proprio perché inarrivabile nel- la sua totalità, in questa mostra il buio è stato ricercato nelle opere d’arte. Un percorso visivo nella storia dell’arte che evidenzia come il buio nella sua costan- te presenza – si crede troppo spesso che alla sola luce ci sia l’arte – muti a secon- da della cultura e del tempo.

THE WALL

Se gli artisti più recenti invitano a stare nell’oscurità, altri protagonisti del Nove- cento si rifanno al buio come materia per l’espressione pittorica o per l’indagine introspettiva. Un percorso di oltre 60 OPERE che, procedendo al contrario, arri- va alla rappresentazione dei notturni, un genere pittorico il cui primo episodio si trova a FIRENZE nella CAPPELLA BARONCELLI di SANTA CROCE con l’ “AN- NUNCIO AI PASTORI di TADDEO GADDI.

THE WALL

MUSEO DEL NOVECENTO

By / 30th April, 2018 / Eventi / Nessun Commento

Sabato 21.04.2018 – A partire da questa data la storica sede del Museo del 900, dedicato all’Arte Moderna e Contemporanea italiana, rinasce con una nuova immagine fortemente desiderata dal nuovo direttore artistico Sergio Risaliti. Gli interventi saranno molteplici e su più livelli:

  • potenziamento della programmazione espositiva, con alternanza di mostre e progetti temporanei
  • recupero di nuovi spazi
  • migliore fruizione del patrimonio museale
  • futura istituzione multitasking

Museo del Novecento

Subito da ammirare l’installazione tutta colorata della scritta M U S E O davanti alla cancellata esterna, progettata dall’artista Paolo Parisi in collaborazione con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Firenze. Una scelta, quella della parola “Museo” ad indicare la volontà di svecchiare il termine per restituire alla Casa delle Muse una vitalità contemporanea ricordando che l’arte è figlia della memoria (Mnemosyne).

Museo del Novecento

Da segnalare per i prossimi mesi:

  • la Rassegna video “Il corpo è un indumento sacro” di Beatrice Bulgari per In Between Art Film
    Dal 21.04.18 al 20.09.18
  • il Progetto “The Wall”, format espositivo originale ideato dal neo-direttore Risaliti che per il suo debutto porta la firma di Marco Bazzini intitolato Il Buio. Ai margini della visione
    Dal 21.04.18 al 21.06.18
  • la Mostra “Il disegno dello scultore” con opere grafiche firmate da A.Wildt, J.Lipchitz, D.Smith, Louise Bourgeois, L. Fabro, Rebecca Horn e Rachel Whiteread.
    Dal 21.04.18 al 12.07.18
  • la prima Mostra italiana dell’artista tedesca Ulla Von Brandenburg “Di un sole dorato”
    Dal 21.04.18 al 21.06.18

Museo del Novecento